SCRITTI
Studi e Ricerche, Consulenza, Assistenza e Formazione su Ambiente e Rifiuti

INCARICHI DA PARTE DEI COMUNI A LEGALI ESTERNI ALL’AMMINISTRAZIONE (BOZZA 1993).

Soventemente gli enti locali sulle problematiche giuridico-legali  dell'amministrazione comunale richiedono l'attivita' di consulenza di un legale "esterno". Altrettanto ripetutamente accade che i vari comitati regionali di controllo censurino le relative deliberazioni di incarico adducendo vizi di legittimita'o, peggio, surrettiziamente introducendo valutazioni di merito. Sui pretesi vizi del provvedimento de quo, risulta opportuno svolgere le seguenti argomentazioni e valutazioni . Preliminarmente, non esiste sviamento di potere. E' noto, infatti,  che il vizio di sviamento deve fondarsi su circostanze ed elementi univoci e concomitanti, dai quali possa emergere che l'amministrazione ha inteso perseguire un fine diverso da quello cui il potere esercitato e' preordinato; circostanze, peraltro, che assumono rilevanza determinante tutte le volte in cui esse valgano ad acclarare, ma con assoluta certezza, quale sia l'esatta chiave di lettura dell'atto e quali finalita' specifiche siano da esso effettivamente perseguite, a prescindere dai motivi e dagli intenti del suo autore "fisico" . La deliberazione d'incarico della consulenza giuridico-legale  non fa  trasparire alcunche' di strumentale o di pretestuoso,essa mirando,  invero, a chiarire, come si e' detto, problematiche giuridico-legali concrete dell'amministrazione comunale che rendono utile ed indispensabile il parere di volta in volta richiesto. Si rilevi che non sussiste nell' ordinamento  degli enti locali una norma che limiti espressamente i casi e le circostanze in presenza dei quali un Comune possa richiedere un parere ad un legale. Ancora, vale anche per i Comuni la normale autonomia contrattuale di cui sono titolari tutti i soggetti dell'ordinamento, ampiamente discrezionale, purche' volta alla cura di un interesse pubblico. Di talche' l'organo tutorio non puo' certo entrare nel merito della discrezionalita' del Comune, violando la sopra richiamata norma nonche' la stessa autonomia comunale, pretendendo di stabilire lui stesso, in mancanza di una norma giuridica limitativa della discrezionalita' dell'ente, criteri di valutazione di opportunita' e di convenienza che spettano invece solo al Comune, e che possono essere censurati solo in ipotesi di manifesta irrazionalita', giammai valutati sulla base di un parametro di opportunita'. Mentre infatti non esiste alcun principio giuridico che vieti ai Comuni di chiedere pareri legali in ordine a questioni sia pure generali involgenti l'assetto generale del Comune e alle relazioni di questo con i terzi, la giurisprudenza ha da tempo chiarito che per quanto riguarda gli incarichi ai professionisti si verte in provvedimenti discrezionali incensurabili dal comitato regionale di controllo, il quale non puo' entrare nel merito della questione senza con cio' violare il limite del controllo di legittimita' e, conseguentemente, ledere l'autonomia comunale costituzionalmente garantita dall'art.5 della Costituzione, inoltre, appare violato "per tabulas" anche l'art.46 Legge 142/1990 e l'art.28 della L.R.Veneta0n.19/91, le quali, espressamente, richiedono che l'annullamento sia "espressamente motivato, con riferimento specifico ai vizi di legittimita' riscontrati" e "alle specifiche norme di legge violate". Dette norme, interpretate alla luce del principio generale introdotto dall'art.3 della Legge 241 del 1990 senza dubbio richiedono, per un verso, che l'esercizio del controllo negativo si estrinsechi in una esauriente e puntuale motivazione in ordine alle specifiche norme di legge violate ed alle ragioni per cui l'atto annullato le violerebbe, proprio in considerazione della funzione conformativa dell'annullamento rispetto alla successiva azione dell'ente. Orbene, soventemente le motivazioni di annullamento degli organi regionali di controllo non rispondono affatto ai canoni anzidetti, sia perche' non indicano con esattezza le norme di legge in riferimento alle quali si ravviserebbe l'eccesso di potere (che' a norme di legge anche i principi, in qualche modo, devono far riferimento), ne' esternano le ragioni ed i profili della pretesa violazione, limitandosi ad enunciare un generico postulato.
Circa il profilo della consulenza in quanto compito istituzionale della struttura dell'ente appare indubbio che moltissimi Comuni, specialmente quelli di piccole-medie dimensioni, non dispongono di un ufficio legale; quindi, essendo sprovvisto di struttura (uffici) legale interni (e, addirittura, come e' stato ben esaminato dalla giurisprudenza, in carenza di un apparato burocratico tale da giustificare un ampliamento delle attivita' di competenza degli uffici - vedi TAR Emilia, Bologna,Sez.II, n.25 del 31/1/1990;TAR Lazio,I, n.620 del 7/5/1986, Corte dei Conti Sez. Controllo Stato, n.843 del 12/1/1978 -  merce' il qualificato intervento esterno) questi enti, una volta esternate le ragioni giustificatrici del provvedimento (ovvero: congrua illustrazione delle problematiche di particolare complessita' e difficolta', particolari problemi oggetto di studio e di soluzione: vedasi TAR Valle D'Aosta n.15 del 6/2/1992; idem, n.13 del 26/2/1990; Consiglio di Stato SEz.V, n.543 dell'1/4/1991, ecc.) che determinano, per l'appunto, il ricorso alla consulenza, anche perche' l'organizzazione interna e' spesse volte priva ( o depauperata nelle energie  in quanto prioritariamente dedicata ad altre attivita' d'istituto) della necessaria specifica competenza, non si vede alcun motivo ostativo all'acquisizione di un valido apporto collaborativo di un legale. Inoltre, se ben congegnata e regolamentata nel disciplinare di incarico, la prestazione de qua non incide sulle funzioni spettanti al Segretario e ai dirigenti, in quanto, perlopiu', concerne specifiche materie o casi particolari, bens esso incarico costituisce una valida integrazione alla attivita' dei dirigenti e del Segretario Generale (vedasi anche TAR Brescia n.59 del 25/2/1986).

Continua a leggere INCARICHI DA PARTE DEI COMUNI A LEGALI ESTERNI ALL'AMMINISTRAZIONE (BOZZA 1993).

NUOVE USCITE

HO VISTO COSE

"Ho visto cose..Tutti i trucchi per rubare in Italia raccontati da un manager pubblico"



Iscriviti al canale YouTube di Studio Pierobon