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APPUNTI (1997) SULLE COMPETENZE CONSIGLIO E GIUNTA COMUNALE…

E’ stato autorevolmente notato che “Nel disegno costituzionale (...) Stato e Regione si fronteggiano come compartecipi dell’esercizio della funzione di governo mentre all’interno della Regione,  Provincie e Comuni debbono agire nell’ambito delle direttive dei due enti maggiori, conservando la loro autonomia decisionale a livello (...) di esecuzione” [1] [2] il che influenzerebbe anche i necessariamente diversi modelli organizzativi, oltre che una diversa natura giuridica della programmazione (la eteroprogrammazione  nel caso di Stato e di Regioni e l’autoprogrammazione nel caso dei Comuni e di Provincie) [3] che “corrisponde a profonde diversità di contenuti e di metodi” [4]. Quel che va rimarcato è che la programmazione dell’ente locale “postula la tutela di un suo diretto interesse e l’assunzione di poteri di immediata amministrazione ed esecuzione del piano” il che va a connotare diverse fisionomie soggettive [5],in un “modello di cooperazione, disegnato dal legislatore” [6]
In via preliminare occorre osservare che nell’attuale ordinamento delle autonomie locali non esiste una competenza generale del Consiglio comunale, come nel previgente ordinamento comunale [7] [8] [9] [10], bensì una competenza che viene - non certo esaustivamente - elencata nell’art.32, comma 2° della Legge n.142 del 1990 [11], ma che risulta, comunque, individuabile in base alle disposizioni rinvenibili non soltanto nella medesima Legge 142 ma, anche in altre norme[12], ivi comprese quelle statutarie [13].

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