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IL SERVIZIO DI RISCOSSIONE DELLE TARIFFE PER I SERVIZI GESTITI DA PARTE DELLE AZIENDE SPECIALI E DEI CONSORZI DI COMUNI (1999)

Secondo una prima lettura della vigente normativa  riguardante la liquidazione, l’accertamento e la riscossione dei tributi locali o di altre entrate (art.52, 5° comma D.Lgv. 15/12/1997, n.446[1]) l’affidamento a terzi di siffatte attività richiederebbe la preliminare emanazione delle disposizioni ministeriali in ordine ai criteri di affidamento e svolgimento del servizio (art.52, 7°[2]), nonché la preliminare istituzione dell’Albo dei soggetti privati abilitati allo svolgimento delle medesime attività (art.53[3]).
Anzitutto va rilevato che tale normativa non si applica alle aziende speciali e/o a quelle consortili ex art.25 Legge n.142/1990. Inoltre, pur tralasciando i profili di legittimità costituzionale, per superamento di delega di cui all’art.3, commi 143 ss. Legge 23/12/1996, n.662[4], i quali ultimi contemplano la revisione della disciplina (anche in materia di accertamento e riscossione) dei soli tributi locali (comma 143°, lett.”e”) e non anche delle altre entrate degli enti locali territoriali (come nel caso delle tariffe per i servizi pubblici), è di tutta evidenza come le disposizioni recate dagli artt. 52 e 53 D.Lgs. n.446/1997 si riferiscano esclusivamente alle entrate tributarie e non tributarie delle provincie e dei comuni: non anche alle entrate degli enti locali in genere, né tantomeno delle aziende speciali e/o consortili in particolare[5].

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